Materia e spirito in Massoneria: in equilibrio tra Prometeo e Gesù

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Parlare di equilibrio in Massoneria è cosa naturale e intuitiva. La vera sfida, però, riguarda il complesso rapporto tra materia e spirito in Massoneria. Oggi, voglio proporvi una riflessione che non nega l’equilibrio, ma lo reinterpreta in una chiave più dinamica: quella di uno squilibrio consapevole.

Non uno squilibrio come stortura, ma come atto d’amore: il porsi in una posizione di tensione per trainare il progresso dell’Umanità. Per spiegarlo, ricorriamo a due figure fondamentali: Prometeo e Gesù.

Prometeo: il dono della tecnica e la speranza terrena

Prometeo, il Titano che rubò il fuoco agli Dèi, compì un atto di ribellione sacra. Con quel gesto, donò la padronanza sulla tecnica e l’ingegno per plasmare il mondo. Per questo amore, fu punito con un supplizio eterno, immagine del sacrificio per il progresso umano.

Il suo è un dono “terreno”, che offre all’Uomo la speranza di vincere le sue limitazioni attraverso l’azione e il dominio sul mondo materiale.

Gesù: la promessa spirituale e la speranza ultraterrena

L’immagine del sacrificio di Prometeo richiama quella di Gesù. Entrambi si immolano per amore dell’Uomo, subendo una forma di crocifissione: l’uno incatenato alla roccia, l’altro sulla croce.

Se Prometeo dona la speranza attraverso la tecnica, Gesù dona invece la speranza di vincere la morte attraverso la fede, la grazia e la promessa di una vita ultraterrena. Il suo è un dono spirituale che si contrappone a quello materiale.

Il Bivio tra Materia e Spirito in Massoneria

È proprio di fronte a questo bivio speculativo che si trova il massone. Entrambe le vie, infatti, portano con sé una critica radicale.

  • La critica a Prometeo: Il suo dono, la techné, può illudere l’Umanità, instillando la falsa speranza di poter vincere ogni limite solo con il dominio tecnico. Una speranza “cieca”, perché la tecnologia è impotente di fronte al destino ultimo.
  • La critica a Gesù: La sua promessa, affidata alla fede, può essere interpretata come una svalutazione del mondo materiale, un invito a distogliere lo sguardo dal miglioramento concreto del creato.

Ecco quindi il delicato equilibrio che deve raggiungere il Massone: da una parte, il rischio dell’hybris prometeica; dall’altra, il rischio della fuga mistica.

La Sintesi Massonica: Abitare la Tensione per Costruire il Tempio

Il Massone, dunque, non si colloca né totalmente nel campo di Prometeo, né in quello di Gesù; egli abita la tensione feconda tra questi due poli. Il suo lavoro è un atto di equilibrio supremo: impiegare gli strumenti della tecnica per elevare la condizione umana, senza cedere all’onnipotenza; e, al tempo stesso, ricercare una Verità superiore, senza disprezzare il mondo materiale.

Questa sintesi tra materia e spirito in Massoneria è la sua eterna opera al cantiere del Tempio Interiore e del Tempio dell’Umanità: forgiare la pietra grezza con gli strumenti di Prometeo, ma illuminato dalla stella polare di un ideale che trascende la materia.

E. A. G.
Loggia Axion Esti – Or∴ di Taranto


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Uomo con una bilancia in equilibrio precario al crepuscolo, simbolo del significato dell'equinozio d'autunno in massoneria