Non tutti sono iniziabili

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Qualificazioni iniziatiche in Massoneria: perché sono necessarie

Esiste una domanda che ogni Libero Muratore dovrebbe rivolgere anzitutto a se stesso: perché le qualificazioni iniziatiche sono necessarie?

Viviamo in un’epoca che considera ogni limite una discriminazione e ogni selezione un’ingiustizia. Di conseguenza, anche l’idea che l’accesso a un cammino iniziatico richieda particolari requisiti viene spesso interpretata come una forma di esclusione.

È un equivoco tipicamente moderno.

La Tradizione non esclude nessuno. Semplicemente riconosce che non ogni possibilità è attuale.

L’iniziabilità secondo la Tradizione

René Guénon osserva che l’iniziazione può produrre i suoi effetti soltanto in chi possiede una reale “iniziabilità”: una disposizione interiore che rende possibile lo sviluppo di ciò che esiste già in potenza. L’iniziazione non crea una natura diversa; opera su una possibilità preesistente.

Questo cambia completamente la prospettiva. Non è la Loggia a conferire un valore all’uomo. È l’uomo che deve interrogarsi sulla propria disponibilità a intraprendere un lavoro che coinvolgerà l’intera esistenza.

Essere «libero e di buoni costumi»

Per questa ragione la formula rituale «libero e di buoni costumi» non dovrebbe mai essere letta come una semplice verifica amministrativa. La libertà richiesta non coincide con quella politica o giuridica. Riguarda anzitutto il rapporto che ciascuno intrattiene con se stesso.

Quanto delle nostre decisioni nasce realmente da una scelta consapevole?

Quanto, invece, deriva dalle abitudini, dall’ambizione, dal timore del giudizio, dall’attaccamento alle opinioni, dal desiderio di confermare continuamente l’immagine che abbiamo costruito di noi stessi?

Finché queste domande rimangono estranee alla nostra coscienza, parlare di libertà rischia di essere prematuro.

I buoni costumi e la disciplina dell’essere

Anche i buoni costumi appartengono a un ordine più profondo di quello generalmente inteso. Non designano semplicemente un comportamento corretto. Esprimono un equilibrio dell’essere, una disciplina che si riflette naturalmente nelle azioni.

L’etica, nella prospettiva iniziatica, non precede la conoscenza: ne costituisce una conseguenza.

Per questo motivo la Massoneria non può ridursi a un ambiente culturale, né a un’associazione filantropica, per quanto entrambe queste dimensioni possano avere un loro valore.

Il suo compito rimane quello di trasmettere un metodo di realizzazione interiore attraverso simboli, rito e lavoro.

La volontà nel cammino iniziatico

Guénon insiste su un altro punto che oggi merita particolare attenzione: la volontà.

Nel mondo contemporaneo siamo abituati a confondere il desiderio con la decisione. Desideriamo molte cose, ma raramente perseveriamo. Il cammino iniziatico, invece, richiede continuità. Ogni tornata ricorda al Massone che nessuno può lavorare la sua pietra al posto suo.

La pietra grezza non è un’immagine poetica. È il riconoscimento di una condizione. Nessuno entra nel Tempio come uomo compiuto. Vi entra perché ha riconosciuto di non esserlo.

L’orizzonte intellettuale e il significato del simbolo

Esiste, poi, una qualificazione di cui si parla meno frequentemente, ma che Guénon definisce “orizzonte intellettuale”. L’espressione può trarre in inganno. Non riguarda l’accumulo di nozioni, bensì la capacità di concepire una realtà che non si esaurisce nella dimensione materiale.

Chi riduce il simbolo a semplice allegoria o il rito a rappresentazione storica rimane inevitabilmente all’esterno del suo significato. Il simbolo non ha bisogno di interpretazioni sempre nuove. Chiede piuttosto che l’uomo diventi progressivamente capace di comprenderlo.

E questo richiede tempo. Molto tempo.

L’iniziazione richiede disciplina

Per questa ragione diffido di chi parla continuamente di percorsi iniziatici e raramente di disciplina. Diffido di chi ricerca esperienze straordinarie ma trascura il lavoro ordinario. Diffido soprattutto dell’idea che l’iniziazione coincida con un’emozione intensa.

L’iniziazione autentica modifica lentamente il modo di giudicare, di parlare, di agire, di pensare. Non sempre produce emozioni. Produce ordine.

L’umiltà come qualificazione iniziatica

Forse, la qualificazione più difficile da verificare non è l’intelligenza, né la cultura, né l’entusiasmo. È l’umiltà.

L’umiltà di riconoscere che la Verità non appartiene a nessuno. Che ogni simbolo possiede una profondità superiore alla nostra comprensione del momento. Che ogni grado raggiunto rappresenta un nuovo inizio e non un punto di arrivo.

Un lavoro che comincia con la Luce

Forse è proprio questo che il Tempio continua a insegnare, tornata dopo tornata. L’iniziazione non consiste nell’entrare in un luogo diverso. Consiste nel diventare, lentamente, un uomo diverso.

Ed è un lavoro che non termina con la ricezione della Luce.

Comincia proprio da lì.

Hermes

Tratto dal magazine online Expartibus – Rubrica “Pensieri di un massone qualsiasi

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Illustrazione concettuale per Gran Loggia Liberale d'Italia: sovranità della loggia, libertà di coscienza e percorso iniziatico massonico in un'era digitale e pluralista.