GLLI, AL TERMINE DEL TRIENNIO 2023–2026: IL LAVORO, LA COMUNIONE, IL FUTURO

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La relazione di fine mandato della GLLI ripercorre il lavoro svolto nel Triennio 2023–2026 e accompagna il passaggio verso una nuova fase della Comunione.

Settembre 2026

Al termine di una Gran Maestranza arriva il momento del bilancio.

Non solo delle attività svolte, ma anche delle relazioni costruite, delle difficoltà affrontate e del lavoro consegnato a chi proseguirà il cammino.

Con la conclusione del Triennio 2023–2026, il Gran Maestro Luisa Ceravolo ha presentato la propria relazione di fine mandato GLLI. Il documento ripercorre il lavoro svolto nei tre anni e ne sottolinea fin dall’inizio il carattere collettivo.

Non è quindi soltanto un bilancio personale.

È la restituzione di un percorso che ha coinvolto le Sorelle e i Fratelli della Comunione, attraverso attività, responsabilità e collaborazione.

Come scrive il Gran Maestro nelle conclusioni, una Comunione vive attraverso le persone che la compongono, il loro lavoro e la capacità di mettere competenze e tempo a disposizione di un progetto comune.

Il lavoro svolto nel Triennio

Uno degli ambiti principali ha riguardato la revisione dei Rituali.

Sono stati rivisti i Rituali ufficiali e alcuni Rituali facoltativi. Il lavoro ha richiesto studio, approfondimento e confronto con fonti storiche e con Rituali di altre Obbedienze. I Rituali ufficiali sono stati quindi messi a disposizione delle Logge, così da favorirne la conoscenza e l’utilizzo all’interno della Comunione.

Un altro importante percorso ha interessato Statuti e Regolamenti.

La revisione ha permesso di rendere coerenti tra loro gli strumenti normativi della GLLI e lo Statuto Associativo e di raccogliere in un unico Libretto il Regolamento Generale, il Regolamento Elettorale e il Regolamento di Giustizia.

Accanto al lavoro istituzionale, il Triennio ha visto proseguire l’attività della 𝐋𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 “𝐒𝐚𝐧𝐜𝐭𝐢 𝐐𝐮𝐚𝐭𝐭𝐮𝐨𝐫 𝐂𝐨𝐫𝐨𝐧𝐚𝐭𝐢 𝐍. 𝟎”, con la produzione di lavori destinati allo studio e all’approfondimento della cultura massonica.

Sono proseguite inoltre le attività nazionali e le occasioni di incontro tra le Logge, con appuntamenti organizzati in diverse aree del Paese per favorire una partecipazione più ampia.

Una Comunione che cresce attraverso il confronto

La relazione dedica spazio anche ai rapporti con altre Obbedienze.

La scelta indicata dalla Gran Maestranza è stata quella di privilegiare relazioni capaci di produrre un confronto concreto. Incontri, scambio di lavori e informazioni, visite reciproche: elementi considerati più significativi di accordi che rischierebbero di rimanere soltanto formali.

Nel corso del Triennio sono stati così sviluppati rapporti con diverse realtà europee, fino alla sottoscrizione di nuovi Trattati di Amicizia internazionali.

È una linea che restituisce un’idea precisa di relazione: non la formalità dell’accordo, ma la sostanza dell’incontro.

Anche all’interno della Comunione, il rapporto tra le persone rimane centrale. La conclusione della relazione richiama infatti la presenza, la partecipazione e i rapporti costruiti nel corso dei tre anni come parte di un patrimonio destinato a rimanere.

La comunicazione: dal racconto al confronto

Nel corso del Triennio è stata ridefinita anche la comunicazione della GLLI, con particolare attenzione al sito istituzionale e alla presenza sui social.

Il sito è stato integralmente rivisto, nei contenuti e nella forma, per renderlo più attuale, fruibile e coerente con i linguaggi della comunicazione contemporanea.

Anche la pagina Facebook ha registrato una significativa evoluzione.

Ma nella relazione il dato più importante non viene individuato soltanto nella crescita della presenza numerica. Viene indicata soprattutto la partecipazione: commenti, domande e contributi personali.

Una comunicazione, quindi, non limitata alla diffusione di contenuti, ma capace di generare confronto.

Comunicare non significa soltanto raccontare ciò che siamo. Significa anche creare le condizioni perché ciò che siamo possa essere conosciuto, compreso e discusso.

Dal bilancio al Manifesto

È in questo passaggio che il Manifesto per una Massoneria contemporanea, pubblicato nel nostro sito, assume un significato particolare.

Il Manifesto raccoglie venticinque affermazioni che vengono presentate non come un semplice elenco di buoni propositi, ma come una mappa di impegno. Il testo attraversa quattro grandi ambiti: tempo e conoscenza, simboli e strumenti, integrità, apertura al mondo.

Il primo punto contiene una delle immagini più significative dell’intero documento:

«La nostra Istituzione è un ponte tra epoche, dove l’antico e il moderno si fondono in armonia creativa.»

Tradizione e contemporaneità non vengono quindi presentate come realtà necessariamente contrapposte.

Il Manifesto propone piuttosto un rapporto nel quale ciò che viene dal passato può continuare a interrogare il presente.

Lo stesso principio emerge nel sesto punto:

«La nostra iniziazione è un processo continuo.»

E nel quinto:

«Proclamiamo la libertà responsabile.»

Sono affermazioni che riportano il discorso alla dimensione essenziale del percorso massonico: conoscenza, responsabilità e trasformazione personale.

Integrità e dialogo

Tra i temi del Manifesto trova spazio anche l’integrità dell’Istituzione.

Il punto 17 afferma:

«Riaffermiamo con forza la nostra integrità e trasparenza.»

Non è un tema marginale.

La credibilità di un’Istituzione passa anche dalla coerenza tra i principi dichiarati e il modo nel quale vengono vissuti.

A questa dimensione interna si affianca quella del rapporto con il mondo esterno.

Il punto 23 invita infatti al:

«dialogo aperto con la società civile.»

Il Manifesto sollecita inoltre la testimonianza personale nella società attraverso i valori libero-muratori, consapevoli della responsabilità verso le generazioni future.

In questo senso, il documento rappresenta anche una dichiarazione di apertura: la Massoneria non soltanto come esperienza vissuta all’interno del Tempio, ma come realtà chiamata a confrontarsi con il proprio tempo.

Una nuova fase per la GLLI

La relazione di fine mandato si conclude con un sentimento di gratitudine per il lavoro condiviso, per le difficoltà affrontate insieme, per le occasioni di confronto e per le relazioni costruite durante il Triennio.

Tra pochi giorni si aprirà una nuova fase della vita della GLLI.

Ogni Gran Maestranza porta con sé sensibilità, esperienze, energie e modalità proprie. Il passaggio di responsabilità non cancella il lavoro compiuto. Lo consegna alla storia della Comunione e a chi sarà chiamato a proseguirlo.

È questo, in fondo, il senso di un bilancio di fine mandato.

Non soltanto guardare a ciò che è stato fatto, ma riconoscere ciò che può ancora essere costruito.

Il Triennio 2023–2026 si conclude.

Il Manifesto resta come una delle espressioni della visione della GLLI.

E il lavoro continua.

Nelle Logge.
Nelle relazioni.
Nella ricerca.
Nel confronto.
Nella Comunione.

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