Elezioni Gran Loggia Liberale 2026: L’Orazione di Torino

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Di seguito riportiamo il testo integrale dell’allocuzione pronunciata in occasione della Tornata Elettorale del 21 Marzo 2026.

Venerabilissimo Gran Maestro, Illustrissimi Grandi Dignitari e Grandi Ufficiali, Rispettabilissimi Maestri Venerabili, Carissimi Fratelli e Sorelle tutti nei vostri ordini, assumo oggi la parola con profonda umiltà. Sono consapevole che il ruolo di Grande Oratore, che mi trovo a supplire, è custodia di Legge, ma anche eco della coscienza collettiva di questa nostra libera Comunione.

Siamo giunti a Torino, città che ha visto nascere sogni di unità e libertà. Qui ci siamo riuniti per compiere un atto che è al contempo profano e sacro: l’elezione dei vertici della Gran Loggia Liberale d’Italia.

Il significato del voto nella Gran Loggia Liberale d’Italia

Spesso il mondo esterno confonde la democrazia con una semplice conta numerica. Per noi, invece, il voto è un esercizio di discernimento spirituale.

Ogni scheda deposta nell’urna non è un atto di potere. È una pietra che abbiamo scelto insieme per sostenere la volta del Tempio. La nostra democrazia è la forma visibile di una verità invisibile. Siamo tutti uguali sulla soglia, ma siamo chiamati a funzioni diverse per il bene del corpo organico che è l’Ordine.

Oggi, attraverso il libero suffragio, abbiamo cercato l’Equilibrio e la Giustizia, simboli della Bilancia che regge il Cosmo.

Il passaggio del maglietto: tra memoria e futuro

A chi a settembre deporrà le insegne del comando, va il nostro triplice abbraccio di gratitudine. Avete custodito il Fuoco; quel Fuoco passa ora in nuove mani.

Il Gran Maestro che lascia e quello che entra sono due facce dello stesso Giano. Uno custodisce la memoria, l’altro apre la porta al futuro. Non cambiano i principi, cambiano le mani che impugnano il Maglietto per dare ritmo al nostro lavoro.

Al nuovo Gran Maestro e ai grandi Dignitari appena eletti, l’augurio di questa assemblea è che possiate impugnare i vostri strumenti con la Saggezza di chi sa ascoltare, la Forza di chi sa decidere e la Bellezza di chi sa unire.

Le sfide per la Massoneria contemporanea

Ricordate che il vero potere massonico non è comando, ma Servizio. Non è visibilità, ma esempio. Siete stati scelti non per essere padroni ma primi tra gli operai.

Al nuovo Gran Maestro e ai Grandi Dignitari non affidiamo solo la custodia dei nostri Rituali, ma la sfida del tempo. La nostra Comunione non è un museo di pietre immobili, ma un cantiere perennemente aperto.

La sfida che ci attende è quella della crescita. Essa non si misura solo nel numero dei Fratelli, ma nella qualità della nostra presenza nel mondo. Rinnovarsi in Massoneria non significa tradire le radici, ma permettere all’albero di produrre nuovi germogli.

Vi chiediamo di guidarci con il coraggio di chi sa che la Tradizione è trasmissione di un Fuoco, non adorazione delle ceneri. La sfida è rendere la nostra Istituzione un faro capace di parlare all’uomo contemporaneo. Dobbiamo offrire risposte antiche a domande modernissime. Solo così il nostro Lavoro non sarà solo rifugio dal mondo profano, ma motore di civiltà e elevazione spirituale.

Sintesi, unità e lavoro per il bene dell’Umanità

Fratelli, le elezioni sono il momento del confronto, ma le votazioni sono il momento della sintesi. Da questo istante, non esistono più le opinioni dei singoli. Esiste la volontà sovrana della Gran Loggia Liberale d’Italia.

L’augurio che rivolgo a tutti noi è che il nostro lavoro prosegua forte e vigoroso. Che la nostra Catena d’Unione, oggi rinnovata nei suoi vertici, si stringa con ancora più vigore. In un mondo profano rumoroso e frammentato, la nostra forza risieda nella nostra coesione.

Che il cammino intrapreso dai nostri padri continui con rinnovato slancio. Facciamo sì che la Luce che abbiamo ricevuto possa risplendere ancora più chiara. Essa deve guidare i nostri passi verso il bene dell’Umanità e la Gloria del Grande Architetto dell’Universo.

Al nuovo Gran Maestro e ai Grandi Dignitari appena eletti, auguriamo, infine, di saper ascoltare il Silenzio dei Fratelli prima ancora della loro voce.

Che il G.A.D.U. guidi le mani dei nostri nuovi Dignitari.

Buon lavoro Gran Maestro. Che il lavoro prosegua.

Il Grande Oratore 

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